29 aprile 2014

Ha fatto ritorno a Palazzo Comunale “Il sogno di San Giuseppe”


Al termine di un accurato restauro, ha fatto ritorno a Palazzo Comunale, della cui quadreria fa parte, il dipinto Il sogno di San Giuseppe, risalente al XVII secolo, opera di pregevole fattura di pittore della cerchia dei Mainardi. Un regalo che l'Associazione Eridano ha voluto fare alla città per celebrare degnamente i suoi dieci anni di attività in ambito culturale. Il quadro è stato collocato oggi pomeriggio nella principale sala di rappresentanza di Palazzo Comunale in modo che i visitatori possano ammirarlo da vicino, cogliendone così le sfumature ed i particolari che il tempo aveva offuscato, prima che ritorni nella sala consiliare dove è stato esposto per decenni. L'occasione di questo restauro ha permesso non solo il recupero conservativo del dipinto, ma anche un approfondimento degli studi sulle sue vicende storiche, favorendo in tal modo una migliore conoscenza del patrimonio artistico delle civiche collezioni. L'Amministrazione comunale, ringraziando l'Associazione Eridano per aver scelto, in occasione del decimo anniversario della sua costituzione, di celebrare tale ricorrenza attraverso un gesto particolarmente significativo, esprime la propria soddisfazione per la sinergia nata da un rapporto di proficua collaborazione tra l'istituzione pubblica ed una realtà sociale del territorio per la tutela e la valorizzazione del patrimonio della nostra città.

Alla presenza del sindaco Oreste Perri, dell'assessore alla Cultura Irene Nicoletta De Bona e di Ivana Iotta, direttore del Settore Cultura e Musei del Comune, il presidente dell'Associazione Eridano Sergio Menta, in un'affollata Sala dei Quadri, ha spiegato brevemente il percorso che ha condotto dapprima ad individuare l'opera da restaurare e poi l'affidamento dell'importante intervento allo studio Marchetti e Fontanini di Toscolano Maderno. A Sonia Tassini, studiosa di storia dell'arte, il compito di parlare del dipinto, di bella qualità, che prima d'ora non è mai stato studiato, pur godendo di alta visibilità visto che da decenni è stato esposto, fino al leggero restauro conservativo effettuato da Gianni Toninelli, sulla parete sinistra in fondo alla sala consiliare di Palazzo Comunale. Nulla si conosceva sulla sua storia pregressa, né vi erano dati certi e documentati sulle modalità del suo ingresso nel patrimonio comunale.

In questa occasione Sonia Tassini ha proposto per la prima volta la ricostruzione di alcune vicende del dipinto, legate strettamente a quelle più complesse della quadreria di Palazzo Comunale, “un capitolo certamente interessante della storia museale cittadina visto che il Palazzo Comunale funse per almeno tutto l'Ottocento da museo privilegiato della pittura locale e non, raccogliendo nelle sue sale una notevole quantità di dipinti in gran parte provenienti da chiese e conventi soppressi o comunque da istituzioni religiose che avevano visto chiudersi drasticamente col mutare dei costumi le loro lunga storia devozionale”.

Luisa Marchetti, della Marchetti e Fontani s.n.c., ha infine tracciato una sintetica relazione dell'intervento di restauro condotto sull'opera che, a parte una leggere pulitura superficiale, l'applicazione a tergo di rinforzi in TNT in corrispondenza delle lacerazioni del supporto tessile, la stuccatura di alcune lacune, ritocco e verniciatura, oltre alla revisione dell'inchiodatura perimetrale ed al rinsaldo degli incastri del telaio, non aveva mai subito un restauro così importante che la preserverà negli anni a venire. 

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