06 febbraio 2014

Altro significativo passo per la costituzione del fondo sociale per sostenere le famiglie che versano in situazioni di difficoltà

La Giunta ha dato oggi il via libera alla bozza del protocollo di intesa da stipulare con le organizzazioni sindacali territoriali confederali e dei pensionati CGIL, CISL e UIL, A.E.M. Cremona S.p.A. ed A.E.M. Gestioni s.r.l. per la predisposizione di piani di intervento di contrasto alla povertà. Così come previsto nel protocollo d’intesa, si procederà all’istituzione di un Fondo Sociale perché alle famiglie che si trovano in stato di necessità (verificato dai Servizi Sociali del Comune) non vengano disattivate le utenze, nonché la possibilità di affrontare i conseguenti piani di rientro dalle morosità che verrà alimentato da tutti i soggetti pubblici e privati interessati a realizzare interventi contro la povertà. La bozza del protocollo d’intesa, che ha natura sperimentale, è stata predisposta d'intesa tra l’Amministrazione, le organizzazioni sindacali territoriali confederali e dei pensionati CGIL, CISL e UIL nonché A.E.M. Cremona S.p.A. ed A.E.M. Gestioni s.r.l. 

Il Comune si impegna, compatibilmente con le risorse stanziate nel proprio bilancio, a sostenere i cittadini che versano in situazioni di difficoltà socioeconomica, attraverso il pagamento delle bollette per la fornitura dell’acqua attivando, di pari passo, percorsi virtuosi finalizzati alla responsabilizzazione del cittadino ad onorare i piani di rientro dalla morosità in misura compatibile alle proprie risorse.

Il Fondo, oltre al finanziamento dell’Amministrazione Comunale, potrà e dovrà ottenere finanziamenti da altri portatori di interesse del territorio, pubblici e privati. Le parti concordano sulla contemporanea necessità di avviare percorsi di accompagnamento per prevenire le situazioni di morosità e di indebitamento attraverso un maggiore presidio del territorio da parte di operatori sociali che favoriscano intercettazione e la presa in carico delle situazioni di disagio e di fragilità.

Anche in considerazione delle sempre minori risorse economiche a disposizione, viene ribadita la necessità di un utilizzo delle stesse e pertanto si favorisce la costruzione di una rete tra le diverse “agenzie sociali” che operano sul territorio per ottimizzare le azioni da intraprendere. Nel pieno rispetto della privacy, l’attuazione del protocollo intende potenziare il dialogo e la conoscenza reciproca tra tutti gli attori che lavorano a favore della persona, la conoscenza di quante persone e con quali problematiche sono seguite nel territorio, quale realtà se ne sta facendo carico, quali progressi sono stati fatti.

I Servizi Sociali del Comune hanno già messo in atto servizi specifici, per la situazione di difficoltà nei pagamenti degli utenti delle case ERP in via Caprera, Largo Pagliari e Divisione Acqui, sono in corso interventi tecnici che dovrebbero risolvere il problema della eccessiva dispersione; per quanto concerne tutti i casi di morosità delle utente gas e luce, continua la proficua collaborazione con AEM per la rateizzazione e il mantenimento, in caso di morosità e durante la predisposizione di un piano di rientro dei debiti, di un “minimo vitale” di energia pari al 15%; per le persone prese in carico dai Servizi Sociali la rateizzazione del pregresso viene fatta sulla base delle effettive possibilità di pagamento; viene predisposto un piano di rientro e il Comune garantisce un proprio intervento di abbattimento del debito tra il 25% e il 30% a seguito ovviamente dell’impegno da parte dell’utente a far fronte alle rate predisposte; la possibilità di rateizzare è garantita anche alle persone che sono seguite da San Vincenzo e da Caritas.

La decisione assunta oggi – dichiara l'assessore alle Politiche Sociali Luigi Amore, relatore della proposta di delibera – si colloca nell'iniziativa portata avanti sino ad ora per favorire azioni sinergiche per fronteggiare il rischio di un'ulteriore marginalizzazione di situazioni individuali e familiari connotate da grave indigenza o da vulnerabilità sociale, proseguendo attività già avviate, oppure mettendo in campo anche azioni nuove, monitorando in forma congiunta, per gli aspetti di rispettiva competenza, le situazioni che manifestano elementi di particolare fragilità e che richiedono forme di intervento economico teso a ridurre la morosità anche attraverso piani di rientro concordati”.

Basti pensare – prosegue l'assessore Amore - alla delibera dell'11 aprile 2013 con la quale il Comune di Cremona ha deciso di realizzare un percorso per individuare criteri operativi condivisi finalizzati al contenimento del fenomeno della morosità e, di conseguenza, della disattivazione delle utenze domestiche, sviluppando anche sinergie con la rete del terzo settore impegnata in azioni di solidarietà (Caritas Diocesana, Società San Vincenzo de' Paoli - Consiglio Generale di Cremona e Società Cooperativa Sociale Il Ponte), al protocollo di intesa con A.E.M. Gestioni s.r.l. e LINEA PIU’ Gestioni s.r.l. del 28 novembre 2013, ed infine al protocollo d’intesa con Padania Acque Gestione S.p.A. per contrastare il fenomeno della morosità nell'ambito delle forniture idriche approvato il 22 gennaio di quest'anno”.

In tal modo – spiega l'assessore - abbiamo rafforzato la rete tra privato sociale e pubblico sociale individuando percorsi di collaborazione che permettano da un lato di offrire servizi che rispondano alle domande del territorio e dall’altro di ottimizzare le risposte ai bisogni, costruendo insieme un percorso, caratterizzato da criteri operativi condivisi, per contenere il fenomeno della morosità e, di conseguenza, la disattivazione delle utenze domestiche".
Rivedendo i modelli di intervento per contrastare la povertà determinata dalla crisi economica l'Amministrazione comunale sta cercando di ovviare all'obiettiva difficoltà di sostenere gli oneri derivanti dalla disponibilità dell'alloggio o dall'impegno al pagamento delle utenze domestiche.

"La povertà non è una disgrazia, né una colpa", conclude l'assessore alle Politiche Sociali, che aggiunge: "La povertà può essere affrontata cercando di rimuoverne le cause e, laddove non fosse possibile, è necessario attivare tutte le azioni possibili per evitare il degrado e la perdita della dignità delle persone. Molto devono fare le politiche nazionali e regionali, ma l’Amministrazione Comunale e AEM possono collaborare per intervenire nell’immediato peri evitare a molti cittadini la mortificazione di una situazione irreversibile. Ed è appunto quanto si sta facendo”. 

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